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Le feste religiose
Scritto da Enzo Giusto   


San Calogero“In Sicilia il passato non è morto, ma ci accompagna e si manifesta presso la culla e la bara, nelle feste e nei giochi, negli spettacoli e in chiesa, nei riti e nelle tradizioni. Dappertutto insomma vive e parla.” Così scriveva G. Pitrè, studioso di tradizioni popolari, nel secolo scorso. Ancora oggi è così. Le tradizioni, soprattutto quelle religiose, si manifestano oggi esattamente come in passato, con gli stessi rituali, le stesse cerimonie che rivelano il loro antico legame con i riti di origine pagana da cui derivano, che esaltavano quasi sempre la nascita e la rigenerazione della natura e che oggi noi ritroviamo in quasi tutte le feste a sfondo religioso, dalla festa per il Santo Patrono, alla Settimana Santa o al Natale. La Sicilia è ricchissima di feste tradizionali, talvolta semplici e gioiose, talaltra solenni, grandiose e sfarzose, ma tutte ricche di fede e profondo sentimento religioso e connotate da una rilevantissima simbologia: i pani votivi che ritroviamo in un gran numero di feste, in particolare per la festa di San Giuseppe, e richiamano la celebrazione dell’Eucaristia; i rami di alloro e di ulivo, le pale di palme, le spighe di grano, tutti simboli legati alla rigenerazione della natura; i ceri portati in processione come atto di devozione, dall’evidente significato simbolico di luce che illumina il cammino. Chi non ha mai assistito ad una festa religiosa non potrà mai comprendere il grande patos emotivo che prende tutti i partecipanti all’evento, sia che ne siano protagonisti, in quanto espletano un ruolo specifico (religiosi, portatori, devoti), o semplici spettatori. L’essere umano a causa della sua fragilità ha sempre sentito fortemente il bisogno di affidarsi a qualcuno più in alto di lui, che possa sostenerlo nei momenti di difficoltà e proteggerlo dai pericoli dell’esistenza terrena. Chi meglio di un santo può comprendere questa legittima istanza? Chi meglio di lui può fare da intermediario tra le debolezze umane, che egli potrà ben capire, proprio per aver vissuto da uomo, e la Giustizia e la Grazia Divine? Buono, discreto, “potente”, egli è la figura ideale cui confidare le proprie miserie ed i propri bisogni, egli è spesso l’ ”ultima spiaggia”, cui ci si rivolge per i più disparati motivi, da quelli più banali a quelli più drammatici, che spesso travolgono la nostra intera esistenza. Chi non è sostenuto da una fede profonda, di fronte a certe manifestazioni esteriori di “fanatismo religioso” storce la bocca, ritenendole frutto dell’ignoranza e della superficialità. In realtà basterebbe riflettere sulle cause di queste manifestazioni (quasi sempre drammatiche situazioni senza speranza, che si è costretti a fronteggiare senza alcun sostegno, se non quello della fede che aiuta e guarisce) per meglio comprenderle ed accettarle, senza dover esprimere giudizi affrettati e sostenuti da un’indisponente arroganza pseudo intellettuale.

I Santi di Sicilia

 

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