Questa antichissima manifestazione folkloristica della Sicilia, che prende il nome dall’antica danza arabo-sicula detta, appunto, del Tataratà, è legata alla celebrazione della Santa Croce, ritrovata nel 1600 nel luogo in cui adesso sorge il paese di Casteltermini, in provincia di Agrigento.
Secondo la tradizione, quest’antica Croce lignea,la Croce Paleocristiana più antica del mondo, che sembra datare intorno al primo secolo dell'era cristiana, fu ritrovata da alcuni pastori, che decisero di scavare nel punto in cui una mucca al pascolo si inginocchiò più volte, attirando la loro attenzione e stimolando la loro curiosità. Non ci volle molto a considerare questo evento un miracolo e la devozione nei confronti della Croce ritrovata si diffuse ben presto. Nel luogo del ritrovamento venne edificata una chiesetta, dove la croce fu conservata e si conserva da secoli. Alla religiosità popolare si aggiunsero poi i festeggiamenti caratterizzati dal “Tataratà”, a formare un evento in cui, come spesso accade in molte feste religiose legate alla tradizione popolare, gli elementi religiosi e pagani si fondono e si confondono generando una miscela magica di grande attrazione. Il “Tataratà” è un ballo arabo che rappresenta una danza armata a piccoli salti, forse un primitivo rito propiziatorio di Primavera, cui prendono parte i componenti delle quattro più antiche corporazioni del paese, dette "ceti" della Maestranza, dei Pecorai, dei Borgesi e dei Celibi, ognuna con i propri cavalli e preceduti dai rispettivi palii e stendardi. Questa sagra, dagli aspetti particolarissimi ed estremamente coreografici, coinvolge intensamente tutta la popolazione e rappresenta un evento di forte richiamo turistico. Durante i giorni dedicati alla Sagra, che si svolge a partire dal quarto weekend di maggio, Casteltermini diventa lo scenario per tutta una serie di eventi tradizionali (esibizioni folkloristiche e di bande musicali, danzatori, cortei di cavalli arabi ed andalusi, degustazioni di prodotti tipici della tradizione popolare), che l’hanno fatta diventare una delle sagre più interessanti e suggestive d’Italia.