Please install Flash® and turn on Javascript.

Epifania in Sicilia
Scritto da Enzo Giusto   


"La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!"

Chi non conosce questa filastrocca sulla Befana, l’arzilla vecchina che la notte del 6 Gennaio visita le nostre abitazioni per portare doni ai bimbi buoni e carbone a quelli cattivi? Certo, non deve essere molto amata questa vecchina da chi ritiene di non essersi comportato in maniera, diciamo così,.....ineccepibile  e teme di vedersi recapitare vagonate di carbone dentro casa.“ Secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.” (Tratto da: Wikipedia) L’Epifania è una festa molto sentita in alcuni centri della Sicilia. “A Vecchia” è la protagonista della notte di San Silvestro in un piccolo paese della provincia di Palermo, Gratteri. Essa si ritiena abiti in una grotta , detta Grattara, ubicata in un monte di fronte al centro abitato. La sera del 31 gennaio, “a vecchia”, avvolta in un lenzuolo bianco e a dorso di un asino si dirige, tra la gioia dei bambini ed il vociare degli adulti, verso l’abitato, dispensando durante il cammino regali, caramelle e i "turtigliuna", dolci tipici locali a base di mandorle, noci, nocciole e frutta secca. Il suo arrivo in piazza è accolto dallo scoppio di petardi e di mortaretti, che preludono alla Vanniata di festi di l'annu, pubblico “processo”, dal taglio fortemente ironico, di tutti i fatti, locali e nazionali, più rilevanti dell’anno. Allo scoccare della mezzanotte un brindisi collettivo saluterà l’arrivo del nuovo anno. A Messina, nel quartiere Bordonaro, il giorno dell’Epifania nella piazza principale viene allestito “u 'pagghiaru ", formato da una pertica alta nove metri circa e rivestita di rami di corbezzoli, agrumi, ciambelle di pane azzimo e cotone, che simboleggia un abete natalizio, sulla cui cima si trova una croce alta due metri, abbellita con frutta, nastri, ciambelle e forme di pane, che rappresenta il premio per i 14 partecipanti che la sera dell'Epifania, dopo la celebrazione della Santa Messa si arrampicheranno per aggiudicarsela. I festeggiamenti folkloristici si concludono con una pantomima sull'eterna lotta tra l'uomo e le insidie della natura, rappresentazione che prende il nome in dialetto " U' cavadduzzu e l'omu sabbaggiu" e che viene effettuata da due maschere. A Mussomeli, in provincia di Caltanissetta si rappresenta l’arrivo dei tre Magi, cui segue la processione del simulacro di Gesù Bambino. Particolarmente sentita è l’Epifania nei paesini del palermitano la cui popolazione è prevalentemente di origine albanese: Contessa Entellina, Mezzojuso e Piana degli Albanesi. Qui i festeggiamenti sono molto simili e sia la cerimonia religiosa nella Chiesa Madre, che le rappresentazioni nella piazza principale simboleggiano il battesimo di Gesù. Il Celebrante immerge per tre volte una croce nella vasca e alla terza immersione viene liberata una colomba, che simboleggia la discesa dello Spirito Santo.

Il Presepe nella tradizione siciliana
Le Novene di Natale in Sicilia





 

Cerca su Google

Copyright © 2012 Siciliafeste.it - Web design by Viggiu' - Foto di Raimondo Marino