Please install Flash® and turn on Javascript.

Il Presepe nella tradizione siciliana
Scritto da R. Marino   


Nel mondo cristiano il mese di Dicembre da sempre si identifica con la nascita del Bambino Gesù; ovunque questo evento viene ricordato in maniera del tutto tradizionale, con dei simboli che fanno parte della più radicata tradizione: i popoli nordici, per intenderci, con l’albero di pino che rappresenta il simbolo della fede e della vita, in Sicilia e nell’Italia meridionale in genere con il presepe. Ed è proprio in tutta l’Isola che, nei primi giorni del mese, in particolare per la festa dell’Immacolata, si approntano nelle case i presepi, specialmente nei paesi di montagna, ove, piu’ che altrove, è intenso il rigore invernale e dove la solitudine e la mancanza di svaghi e distrazioni invitano gli abitanti, nelle lunghe serate d’inverno, all’intimo raccoglimento con parenti e amici. Davanti alla Grotta del Bambino Gesù, con San Giuseppe, Maria, il bue e l’asinello e l’atmosfera allietata dalle più belle nenie, ci si commuove, l’animo si ingentilisce al suono delle dolci note della poesia del Natale e la mente si delizia al loro indescrivibile fascino pieno di mistica luce e suggestiva letizia. E non altrimenti si potrebbe spiegare il perdurare in Sicilia di quel sentimento religioso e tradizionale che ha ispirato generazioni di artisti e che ancora ispira la costruzione di graziosi presepi, che non sono altro che l’espressione sincera di un’antica tradizione popolare ed artistica, permeata di fede e religiosità, nel contesto di una esistenza equilibrata e sempre volta alla ricerca di una speranza nella Lieta Novella. Qui in Sicilia, per la Novena del Santo Natale, i vecchi ricordano con nostalgia i melodiosi canti di lode e la ninna nanna, accompagnati da tipici strumenti popolari quali il contrabbasso, l’acciarino e l’ormai noto in tutto il mondo “marranzano”, che venivano eseguiti da tre suonatori davanti alle edicole votive, addobbate per l’occasione con rami di cipressi e aranci. Di buon mattino o a notte fonda , con la nebbia o col cielo sereno, con la pioggia o con la neve, il suono ed i canti natalizi giungevano alle orecchie di tutti per far sentire la poesia, la gioia e il gaudio natalizio. Artisti improvvisati, ma anche affermati e di valore, si cimentavano a creare sempre nuovi tipi di presepi, nei più svariati materiali (corallo, vetro), nuove forme di grotte e paesaggi che poi disseminavano e popolavano di angeli, pastori, contadini, lavandaie, animali, re magi, tutti personaggi che la fantasia dell’artista faceva assomigliare talvolta a personaggi viventi e che rappresentavano, simbolicamente, le attività lavorative; cosi’ come pressappoco, avviene nei presepi che si costruiscono oggi ove il tassista ha soppiantato i carrettiere, e i re magi sono stati sostituiti dagli astronauti... Nei personaggi dei nostri presepi non si deve ricercare lo sfarzo dei personaggi barocchi della tradizione napoletana; essi sono interpreti di una verità semplicistica, rustica e poetica al tempo stesso, che commuove l’anima del credente e lo spinge alla preghiera. Ed infatti non di ingegnosi giuochi di luce, non di fastosi e classici paesaggi, non di luccicanti zampilli e ruscelli dalle acque cristalline che fluiscono sui prati verdeggianti si occupavano gli artisti di Sicilia, ma di rendere veri i paesaggi montani, spesso coperti di neve, sotto un cupo ammanto di rami di cipresso e bosso cosparsi di arance, con al centro la grotta,ove da ogni parte confluivano, per scoscesi e ,a volte, tortuosi sentieri, pastori carichi di doni da offrire al Bambin Gesu’. La produzione delle statuine dei presepi nell’Isola è oggi relegata nei centri produttori di ceramiche, quali Caltagirone o S. Stefano di Camastra. Caltagirone, splendida cittadina in provincia di Catania, il centro più grosso dopo il capoluogo, è nota in tutto il mondo per la produzione di ceramiche e per le figurine. Qui l’arte del presepe, grazie alla radicata fede religiosa, ha avuto nei secoli un grande impulso fino a raggiungere con gli artisti ceramisti, quali il Bongiovanni, Vaccaro, Padre Benedetto Papale e G.B. Nicastro, dimensioni artistiche notevoli e le cui opere sopravvissute, che le famiglie si tramandano da generazioni, costituiscono dei veri e propri gioielli d'arte. Ma se il pregio artistico ha preservato le creazioni di queste opere dalla rovina, non è così avvenuto per quelle rozze figurine che possedeva quasi ogni famiglia, per apprestare al meglio il presepio di Natale. Anni di travagli morali e perdita di valori hanno affievolito nell’animo umano il desiderio di poesia, per cui, spesso rincantucciati e in frantumi, si trovano nelle nostre case quelle statuette tramandatici in eredità dai nostri padri. Pochi se ne curano e pochi trovano il tempo per preparare il presepe: è più semplice e, soprattutto, più sbrigativo approntare l’albero. E’ importante, però, che l’uomo metta a frutto il messaggio che il presepe manda a ognuno e che col Natale il nostro animo si sforzi di sollevarsi da tutte le miserie che ci circondano. Proviamo a far rivivere dentro di noi, avvicinandoci a qualche sporadico presepe che ancora oggi si prepara nelle case, magari scevro di scienza estetica e pretese d’arte, quella stessa fiamma piena di poetico e mistico ardore che allietava l’animo dei nostri avi e che ispirò l’umile Frate di Assisi a darci il primo presepio e a diffondere nel mondo questa nobile usanza cristiana.

Le Novene di Natale in Sicilia
Epifania in Sicilia
 





 

Cerca su Google

Copyright © 2010 Siciliafeste.it - Web design by Viggiu' - Foto di Raimondo Marino