La festa di San Giuseppe e le tavolate
Scritto da Enzo Giusto   


sgiusSan Giuseppe, falegname. Patrono di molti paesi di Sicilia. Solennità in tutte le diocesi. Festa il 19 marzo.

Giuseppe è lo sposo di Maria, il capo della Sacra Famiglia, da Pio IX proclamato patrono della Chiesa universale e da Giovanni XXIII incluso nel canone della Messa

accanto a Gesù, a Maria e a quei santi di cui ogni giorno la Chiesa, nella celebrazione eucaristica, invoca la protezione.

 

La sua festa fu accolta a Roma il 19 marzo 1479 e nel 1621 passò nel calendario romano universale. Poiché la sua solennità cade sempre in Quaresima. le Conferenze episcopali hanno facoltà di trasferirla ad altro giorno.

E' santo patrono di diversi paesi della Sicilia ed ha chiese e cappelle in tutte le diocesi dell'isola, particolarmente in quelle di Palermo e Trapani dove, in occasione della sua festività, si confezionano e distribuiscono al fedeli piccoli pani detti "cene di san Giuseppe".

A Partinico e a Salemi, ma anche altrove, nella domenica seguente la festa del Santo, vengono allestiti per le strade artistici e variopinti altarini ornati con frutta e con panetti di forma antropomorfa. Le figure più usuali sono santi, angeli, monaci, contadini ma anche pesci, asini, ecc. Sugli altarini vengono anche riposti tre grandi pani che, a conclusione dei festeggiamenti vengono fatti a pezzi e distribuiti ai poveri e agli orfanelli. Alle cene, impinguite con altre leccornie, vengono quindi ammessi a pranzare tutti i fedeli.

Devozione particolare al Santo, oltre che nei paesi di cui è patrono, si ha a Ribera, Canicattì, Santa Croce Camerina, Militello, Pachino, Spadafora, Raccuia, e altrove. Spettacolare è la processione del Santo nelle isole di Marettimo e Levanzo, con la benedizione del mare e delle campagne, e un nutrito folclore che invade le piazze. (Salvino Greco: "I Santi Patroni di Sicilia" - Dario Flaccovio Editore)

Molto sentita è questa festa in un paesino dell’entroterra siciliano in provincia di Enna: Valguarnera Caropepe. La festa di San Giuseppe, qui, come in altre parti dell’isola, rappresenta un evento molto atteso, durante il quale la gente, con la promessa delle “tavolate”, condivide con tutta la popolazione la gioia per le grazie ricevute. Le “tavolate” hanno la forma di un altare, i cui gradini sono ricoperti da una grande abbondanza di cibi di ogni tipo (fritture, verdure, dolci, frutta e tanto pane dalle forme più diverse), che simboleggiano la ricchezza dei beni che il Creatore elargisce alle sue creature. La ricchezza e l’abbondanza della tavolata è proporzionale all’entità della grazia ricevuta. La visita delle tavolate è diventata un’attrattiva per quanti, turisti e visitatori, vogliono cogliere l’intima religiosità di queste tradizioni che resistono inossidabili al vento del modernismo e, al contempo, gustare le prelibatezze preparate dalle sapienti mani delle “carrapipane”.

 

 



 

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