San Calogero: in giro col Santo nero
Scritto da Matteo Collura   


San CalogeroSan Calogero, dotto monaco e rinomato guaritore, vissuto nel V secolo, è venerato in molti paesi della Sicilia. È un santo particolare, soprattutto per la sua nera pelle e per il fanatismo che tradizionalmente riesce a suscitare nei suoi fedeli. Sarebbe giunto in Sicilia, dove fu "medico dello spirito e del corpo", dal Nord Africa. Uomo dotto, si diceva; e infatti la sua sapienza é simboleggiata da un libro che, nei vari simulacri sparsi per la Sicilia, il santo tiene in mano aperto, in atteggiamento di estraniante lettura. San Calogero ha fama di guaritore. Può far molto per i bambini sofferenti di ernia. Nudi, piangenti, fino a una quarantina d’anni fa, i piccoli ammalati venivano issati a braccia fino a far toccare loro, nonostante il comprensibile terrore, la barba del santo. San Calogero é il protettore del raccolto estivo, il santo dei contadini per eccellenza, specie in provincia di Agrigento. Per questo, mentre il simulacro viene portato in processione, da balconi e finestre i devoti gli lanciano contro forme di pane. Una furiosa pioggia, pericolosa talvolta, perché non essendo il pane perfettamente lievitato, duro quindi come sasso, finisce con danno sulla testa dei portatori, di qualcuno del seguito, dei bandisti. San Calogero si festeggia ad Agrigento (nelle due prime domeniche di luglio e si può approfittarne per visitare la celebre Valle dei Templi); a Naro (in giugno); a Fitalia (in agosto); a Cesarò (in giugno e in agosto); a Santo Stefano di Quisquina (in giugno); ad Aragona (seconda domenica di agosto); a Sciacca (18 giugno) a Canicattì (prima domenica di agosto); a Petralia Sottana (I8 giugno); a Cammarata (prima domenica di agosto); a Favara (prima domenica di agosto); a Campofranco (ultima domenica di luglio e l'11 gennaio, anniversario di un luttuoso terremoto). A Porto Empedocle, pochi chilometri da Agrigento, sul mare, San Calogero si festeggia la prima domenica di settembre. La festa in onore del santo nero qui non é "gestita" dai contadini, come nella "terragna" Agrigento, ma dai portuali che ne hanno fatto il loro protettore, a differenza dei pescatori che, in un lontano passato, vollero a loro protettrice la Madonna del Carmelo. Assistere alla festa di San Calogero a Porto Empedocle (o a quella di Agrigento, che é quasi la stessa cosa, con la differenza che essendo più piccola la città, a Porto Empedocle è più facile stare dietro alla processione) può dare un'idea di quanto sottile sia il confine di demarcazione tra il rito cattolico e quello pagano, tra la sagra popolare e il mito religioso. Hanno facce di musulmani, i portatori (esperti portatori, ché non è facile reggere in spalla un fercolo pesantissimo sormontato dalla statua del santo, farlo arrampicare per ripide salite e scalinate), e le loro teste sudate sono fasciate con fazzoletti dai colori sgargianti, tali e quali quelli dei selvatici corsari che siamo abituati a vedere al cinema. La scena è quella che Pirandello descrive ne L'esclusa, dove San Calogero viene sostituito dai Santi Cosimo e Damiano, ma dove Porto Empedocle è riconoscibilissima: «...Cento teste sanguigne, scarminate, da energumeni, si cacciarono tra le stanghe della macchina, avanti e dietro. Era un groviglio di nerborute braccia nude, paonazze, tra camicie strappate, facce grondanti sudore a rivi, tra mugolii e aneliti angosciosi, spalle schiacciate sotto la stanga ferrata mani nodose, ferocemente aggrappate al legno. E ciascuno di quei furibondi, sotto l'immane carico, invaso dalla pazzia di soffrire quanto più gli fosse possibile per amore dei Santi, tirava a se la bara, e così le forze si escludevano, e i Santi andavano com’ebbri tra la folla che spingeva urlando selvaggiamente. A breve tappa, dopo una corsa, dai balconi, dalle finestre gremite, alcune femmine buttavano per divozione sul fercolo e su la folla, da canestri, da ceste, fette di pan nero, spugnoso. E, sotto, la folla s’azzuffava per ghermirle... ». Articolo tratto da: Sicilia Sconosciuta - 1997 Edizioni Rizzoli

I Santi di Sicilia
 




 

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